| Gonadotropina Corionica (hCG) L'hCG è un ormone glicoproteico con peso molecolare di 39.000 Dalton prodotto dal sinciziotrofoblasto placentare subito dopo l'impianto della blastocisti nella parete uterina. La molecola intera è un eterodimero costituito da due subunità legate non covalentemente tra loro e denominate a e b. La subunità a è codificata dallo stesso gene da cui derivano anche le subunità a degli ormoni LH, FSH e TSH prodotti dall'adenoipofisi; questo comporta uno stato di alta cross reattività immunologica tra tali ormoni. Le subunità b di tutte queste sostanze sono codificate invece da geni distinti e presentano differenti caratteristiche immunologiche, anche se le catene b dell'LH e dell'hCG sono simili, agendo sugli stessi tessuti bersaglio. L'ormone è biologicamente attivo solo nella sua forma dimerica, cui la subunità b conferisce la specificità biologica ed immunologica. I livelli di hCG aumentano dal momento dell'impianto fino a raggiungere un picco intorno alla 10^ SG, poi diminuiscono fino alla 20^ SG e rimangono costanti dalla 20^ settimana al termine della gravidanza. I livelli delle due subunità in forma libera sono pari al 0,5% della quota di hCG totale. E' stato dimostrato che i livelli di hCG nel siero materno nel II trimestre di gravidanza risultano aumentati, mediamente di 2,1 volte, in caso di feto affetto da sindrome di Down. Tali valori aumentati sono spiegabili con un'aumentata sintesi placentare dovuta ad un ritardo di maturazione della placenta stessa. Le distribuzioni di frequenze dei livelli di hCG in gravidanze con feto normale e con feto affetto da sindrome di Down mostrano una sovrapposizione inferiore rispetto a quelle dei due marcatori precedenti (Fig.3).
L'hCG rappresenta quindi un migliore marcatore rispetto all'a-FP
ed uE3 e può essere associato ad essi oltre che
all'età materna per il calcolo di un indice di rischio combinato
di sindrome di Down. |
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