a-FETOPROTEINA
(a-FP)


L'a-FP è un' a-globulina con peso molecolare simile all'albumina (circa 70.000 Dalton) che viene sintetizzata dal sacco vitellino durante il I trimestre di gravidanza e dal fegato fetale nel II trimestre; in piccola parte viene prodotta anche dal tratto gastrointestinale. Dopo essere stata filtrata dal rene fetale passa nel liquido amniotico, dove raggiunge normalmente i livelli massimi intorno alla 13^SG, per poi diminuire rapidamente fino alla 22^ SG e più gradualmente fino al termine della gravidanza. Attraversa quindi la placenta e le membrane amniotiche, raggiungendo il circolo materno: qui la sua concentrazione aumenta in modo esponenziale fino alla 15^SG, assume poi un andamento parabolico con valori massimi intorno alla 32^SG. La proteina presente nel circolo materno è di esclusiva origine fetale. La sua funzione non è ad oggi ancora conosciuta.
La valutazione della sua concentrazione nel siero materno è un utile marker per lo screening dei difetti di chiusura del tubo neurale (DTN), mentre il suo dosaggio nel liquido amniotico mediante amniocentesi assume un significato diagnostico. La presenza di DTN è associata ad un'esposizione di membrane e vasi sanguigni fetali: questo provoca una trasudazione della proteina in questione nel liquido amniotico, in quantità proporzionale alle aree esposte. Si spiega quindi perchè la concentrazione di a-FP sia in genere maggiore in caso di anencefalia, caratterizzata da una maggiore area esposta, rispetto alla spina bifida. L'eccesso di proteina nel liquido amniotico diffonde, per via transamniotica, anche nella circolazione materna ma, poichè il contributo amniotico si combina con quello placentare, che è maggiore, il dosaggio di a-FP nel siero materno risulta meno sensibile e specifico rispetto a quello sul liquido amniotico.
Le concentrazioni dell'a-FP, come quelle dell'hCG e dell' uE3, vengono espresse in multipli della mediana (MoM), che esprimono il rapporto tra il valore ottenuto e quello mediano per ogni specifica età gestazionale.
La distribuzione delle concentrazioni ottenute nei casi di gravidanze con feti affetti risulta in gran parte separata da quella delle gravidanze con feti non affetti: per tale ragione questa proteina risulta essere un buon marker per lo screening prenatale dei DTN (Fig.1).

Distribuzioni di
frequenze di AFP.
Confronto fra normali e
sindrome di Down.

Normali
Sindrome di Down


Curva di distribuzione tratta da
"Giornale Italiano di Ginecologia
ed Ostetricia" 1996,
n. 11, pagg. 619-625

La parziale sovrapposizione delle curve di distribuzione delle concentrazioni richiede però la scelta di un opportuno cut-off che permetta di identificare una buona percentuale di gravidanze affette, pur mantenendo accettabile il tasso di falsi positivi. Il cut-off più comunemente utilizzato corrisponde a 2,5 MoM: si considerano a rischio aumentato per DTN le gravidanze con livelli di a-FP uguali o superiori a 2,5 MoM.
Un aumento della concentrazione di a-FP nel liquido amniotico e nel siero materno viene descritto anche in caso di difetti aperti della parete ventrale del feto, quali l'onfalocele e la gastroschisi, ed in presenza di nefrosi congenita.
Bassi livelli di a-FP sono stati invece descritti in associazione alla sindrome di Down: non si è ancora giunti ad una spiegazione certa di questo fenomeno, ma si ritiene che possa essere dovuto ad una minore produzione di a-FP per una relativa immaturità fetale. La distribuzione dei livelli di a-FP in caso di feti affetti da sindrome di Down è però in gran parte sovrapposta a quella dei feti non affetti: per questo motivo non è possibile utilizzare   l'a-FP come singolo marker per lo screening prenatale della sindrome di Down.