L'infezione da Mycoplasma Hominis e da Ureaplasma Urealyticum e microrganismi associati in un campione di pazienti di interesse ginecologico.

L'infezione da Mycoplasma Hominis
e da Ureaplasma Urealyticum
e microrganismi associati
in un campione di pazienti
di interesse ginecologico.


(E. Verderosa, C. Vasile, J Rodi, F. Giarin,
A. Signorelli, M. Barbagin, A. Buriani, M. Farnesi, A. Agnello)

a cura della Dr.ssa Elizabeth Verderosa


Abstract

Tra i micoplasmi urogenitali, Mycoplasma hominis e Ureaplasma urealyticum, sono microrganismi responsabili di alcune patologie urogenitali e ostetriche.
Data la rilevanza clinica rivestita da tali infezioni, con il presente studio abbiamo voluto valutare, mediante l'esame colturale su secreto vaginale in un gruppo di pazienti ambulatoriali, la frequenza di isolamento di M. hominis e di U. urealyticum, la sintomatologia ed eventuali microrganismi associati nei tamponi risultati positivi.
La frequenza di isolamento di tali micoplasmi è stata del 34.5%.
La sintomatologia cervico vaginale non è tipica; la ricerca dei micoplasmi riveste un ruolo importante in quanto essi sono spesso presenti in donne con vaginiti recidivanti (26.5%). Se è vero che in alcune i micoplasmi sono presenti nella flora batterica commensale senza rivestire un ruolo da patogeni, in altre costituisce la causa delle vaginiti recidivanti spesso trattate con farmaci per altri germi patogeni ma inefficaci per i micoplasmi.
Il 15.4% era asintomatico e faceva il tampone vaginale per altri motivi.
E' stata evidenziata la frequente coesistenza di M. hominis e U. urealyticum con altri microrganismi (39.6%), in particolare con la Candida albicans e con altri tipi di Candida (spp., glabrata, tropicalis, Krusei); rara è risultata l'associazione con la Chlamydia trachomatis. Inoltre la loro presenza è stata riscontrata anche in età inferiore ai 13 anni e in donne anziane con più di 70 anni che riferivano di non aver rapporti sessuali, facendo supporre un meccanismo di trasmissione non solo sessuale.
I risultati del presente studio dimostrano come, data l'incidenza di questi microrganismi, sia consigliabile associare la ricerca specifica dei micoplasmi alle indagini microbiologiche di base, allo scopo di evitare terapie inefficaci dirette verso altri patogeni ed inadeguate anche per gli stessi micoplasmi urogenitali. Inoltre sarebbe opportuno eseguire tale ricerca in gravidanza al fine di evitare patologie ostetriche, puerperali ed eventuali infezioni neonatali nonchè nei protocolli di sterilità dato il loro isolamento in coppie sterili.



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