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| Introduzione La condizione di infertilità è definita come l'incapacità di concepire dopo 2 anni di rapporti non protetti. Colpisce il 20% delle coppie in età riproduttiva. L'infertilità può essere dovuta ad una condizione di sterilità assoluta o di sub-fertilità (che non esclude la passibilità di una gravidanza spontanea) o può non essere collegata a nessuna causa apparente (sterilità idiopatica). Questa distinzione è legata al grado di compromissione dei vari organi deputati alla riproduzione. La fecondazione in vitro degli ovociti umani seguita dal trasferimento degli embrioni in utero (FIVET) costituisce una tecnica di riproduzione assistita di riconosciuta efficacia nel trattamento dell'infertilità femminile attribuibile a lesioni tubariche, endometriosi o cause non identificabili. L'introduzione delle tecniche di micromanipolazione dei gameti (ICSI Intra Cytoplasmic Sperm Injection) (1,2) ha allargato ulteriormente il campo delle indicazioni alla fecondazione extracorporea con incremento delle percentuali di successo, soprattutto in caso di indicazioni maschili al trattamento. Questo ha consentito il ricorso alla fecondazione in vitro anche nei casi di Azoospermia ostruttiva (con prelievo chirurgico MESA o PESA degli spermatozoi dall'epididimo) e di Azoospermia secretoria (con prelievo bioptico TESE degli spermatozoi dal testicolo). (3,4,5) |
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