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| Discussione e Conclusioni Le percentuali non ottimali di successo sono in gran parte da riferirsi alla popolazione di coppie infertili trattate, nella maggior parte delle quali era presente un fattore estremo di sterilità maschile. Studi recenti, avvalendosi delle nuove tecnologie di diagnosi genetica preimpianto (PGD) hanno evidenziato, attraverso lo screening delle aneuploidie degli embrioni ottenuti con spermatozoi epididimari o testicolari, che solo il 32% degli embrioni è cromosomicamente normale o compatibile con l'impianto. In una prospettiva futura sarebbe auspicabile l'applicazione di questa tecnica per migliorare la performance riproduttiva a categorie di pazienti ad alto rischio di insuccesso riproduttivo. (9, 10, 11) |
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