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Contesto medico scientifico
La terapia inalatoria è considerata la metodica di trattamento
d'elezione nelle patologie respiratorie bronchiali, con particolare riferimento
alla patologia asmatica acuta e cronica, in quanto permette di ottenere
delle maggiori concentrazioni di farmaco in loco e di minimizzare gli effetti
collaterali rispetto ai farmaci assunti per via sistemica.
L'utilizzo per la prima volta nel 1956 degli spray predosati ha
rappresentato un modo pratico ed economico per erogare i farmaci in forma
di aerosol [1, 2]; usati dapprima nel trattamento cronico dell'asma, il
loro impiego è stato poi esteso a quello dell'accesso acuto.
Lo spray predosato usato da solo presenta però alcuni svantaggi:
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il farmaco erogato viaggia a oltre 100 km/ora appena emesso e se si introduce
il boccaglio direttamente in bocca una gran parte impatta contro l'orofaringe
[3]; per questo è opportuno tenerlo a circa 4 cm di distanza dalla
bocca ma in questo modo c'è una difficoltà di coordinazione
dell'erogazione con l'inspirazione;
-
molti spray inoltre contengono come propellenti i CFC imputati nel
favorire il buco dell'ozono;
-
non esiste poi un contadose e quindi non è sempre facile notare
quando il farmaco è terminato;
-
le difficoltà tecniche richieste sono comunque il principale limite
degli spray; a questo proposito Pedersen ha valutato la frequenza e il
tipo di errori compiuti da un gruppo di bambini che usavano gli spray
predosati [4].
Errori tecnici più frequenti nell'utilizzo degli spray
predosati nei bambini:
- dimenticare di scuotere lo spray prima dell'uso (54%);
- dimenticare di espirare prima di erogare lo spruzzo (66%);
- flettere il collo durante l'inalazione (17%);
- problemi di coordinamento tra erogazione e inalazione (58%);
- inalare troppo rapidamente (68%);
- trattenere il respiro meno di 7 secondi (52%);
- bloccare l'inalazione subito dopo l'erogazione (46%)
Per superare questi problemi sono stati introdotti i distanziatori
che presentano alcuni vantaggi [5] :
- non è necessaria una fine coordinazione,
- viene ridotta la velocità delle particelle, specie di quelle più
voluminose, che non hanno effetti terapeutici e che si depositano sulle
pareti del distanziatore, anziché in bocca e nelle alte vie respiratorie
[6], portando ad un minor assorbimento sistemico del farmaco [7] e a minori
effetti collaterali [8].
Al fine di permettere una miglior comprensione della metodologia di utilizzo,
presentiamo di seguito le fasi in sequenza con alcune immagini che mostrano quali siano i passaggi corretti per l'uso di
uno spray + distanziatore in un bambino collaborante:

Assemblare il distanziatore |
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Collegare il boccaglio dello spray al distanziatore |
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Scaldare con la mano la bomboletta ed agitare energicamente |
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Espirare lentamente
Azionare lo spray
Inspirare lentamente e profondamente
Trattenere il respiro per 10 secondi
Espirare lentamente
Attendere 1 minuto prima di ripetere l'erogazione
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Lavare lo spaziatore immergendolo
in una soluzione detergente per alcuni minuti |
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Lasciarlo asciugare da solo per 24-48 ore |
I fattori più importanti per stroncare un'attacco d'asma sono
quelli di conoscere le dosi ottimali dei farmaci da impiegare e la modalità
della loro somministrazione: quale metodica dobbiamo allora utilizzare
per somministrare i beta due agonisti nell'attacco acuto d'asma? E' indicato
l'utilizzo dei nebulizzatori o è più opportuno l'uso degli
spray + distanziatore?
La risposta ci viene da un'accurata Revisione Sistematica dell'argomento
che è stata fatta nel 2001 dalla prestigiosa Cochrane Library [9];
questo gruppo basandosi su criteri molto rigorosi ha preso in esami i trial
clinici randomizzati che in doppio cieco confrontavano le due metodiche
di somministrazione dei beta due agonisti nel trattamento dell'attacco
acuto d'asma.
Sono stati presi in considerazione 16 studi, per un totale di 686 bambini
e 375 adulti.
Per il confronto sono stati utilizzati:
- lo score clinico,
- i tempi di ricovero,
- la frequenza cardiaca,
- le prove di funzionalità respiratoria,
- la saturazione di ossigeno,
- i costi.
Le conclusioni indicano una equivalenza fra spray + distanziatore e nebulizzatore,
ma con la prima metodica si evidenzia una minor permanenza al Pronto Soccorso,
meno ipossia e un minor aumento della frequenza cardiaca.
Nessun parametro è risultato peggiore usando lo spray + distanziatore
nemmeno nelle forme di asma che si presentavano più gravi.
Inoltre, soffermandoci sui costi delle due metodiche di trattamento
è interessante notare che l'utilizzo degli spray comporterebbe un
risparmio del 40 - 60% ; è stato calcolato infatti che la sostituzione
dei nebulizzatori con gli spray negli ospedali americani porterebbe ad
un risparmio di 200 milioni di dollari [10].
Per questi motivi e per la maggior semplicità d'uso, lo spray
+ distanziatore dovrebbe rappresentare la metodica di preferenza per somministrare
i beta due agonisti [11].
La tabella 1 illustra le caratteristiche dei principali distanziatori
in commercio: essi si diversificano per il volume, per il materiale con
cui sono costruiti (alcuni in plastica, altri in metallo) e per la presenza
di una o due valvole.
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Babyhaler
Lunghezza: 32 cm
Volume: 350
Valvole: 2(I-E) - morbida
Materiale: plastica
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Volumatic
Lunghezza: 23 cm
Volume: 750
Valvole: 1(I) - morbida
Materiale: plastica
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Aerochamber
Lunghezza: 11 cm
Volume: 145
Valvole: 1(I) - morbida
Materiale: plastica
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Fluspacer
Lunghezza: 20 cm
Volume: 305
Valvole: 1(I) - rigida
Materiale: terlux
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Nebuchamber
Lunghezza: 13 cm
Volume: 250
Valvole: 2(I-E) - morbida
Materiale: metallo
Non in commercio in Italia
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Ci sono comunque degli aspetti ancora da valutare utilizzando
la metodica dello spray + distanziatore:
- il dosaggio dei beta-2 agonisti
- il modello di distanziatore da utilizzare in base all'età
- i criteri per la scelta tra un modello in plastica o in metallo
- i criteri per la scelta tra distanziatori con o senza valvole
Dosaggio dei beta due agonisti:
la dose di salbutamolo somministrata con lo spray + distanziatore dovrebbe
essere 1/4 - 1/5 di quella erogata con il nebulizzatore.
1 spruzzo di salbutamolo = 100 mgr ;
1 cpr = 2 mg; 10 gtt = 2,5 mg
Nei diversi studi i dosaggi sono stati vari: Lee [12], che è
stato l'unico a condurre lo studio in un ambulatorio privato esterno all'ospedale,
ha usato 0,33 spruzzi/kg , Leversha 6 spruzzi [13], Mandelberg 4 [14] e
Ploin 50 mgr/kg di salbutamolo [15].
Inoltre la frequenza con cui dovrebbero essere somministrati i beta
due agonisti nel trattamento dell'attacco acuto può variare: nell'emergenza
la frequenza ottimale è di 60'; in coloro che dimostrano una scarsa
risposta dovrebbe essere di 20' - 30'[16].
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Modello di distanziatore
da utilizzare
in base all'età
Il tipo di distanziatore "ideale" non è stato ancora precisato
ma è importante sottolineare alcuni punti:
nei bambini di età inferiore a 3 anni è utile inserire una maschera tra il distanziatore e la bocca, per
evitare la dispersione del farmaco [17].
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Ai bambini di età superiore a 6 - 7 anni
andrebbero riservati i distanziatori più voluminosi come il Volumatic
e il Nebuhaler [18].
Per i bambini di età inferiore a 4 anni sono preferibili distanziatori
di volume più piccolo, come l'Aerochamber e il Babyhaler, nei quali
è disponibile una minor quantità di farmaco a concentrazione
maggiore[19]. |
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Criteri per la scelta tra un modello in plastica o in metallo
Il principale fattore che limita la quantità di farmaco erogato
dai distanziatori in plastica è la presenza delle cariche elettrostatiche
che trattengono il farmaco nella camera [20].
Il distanziatore di metallo, che si può usare con la maschera
nel bambino più piccolo e senza in quello di età superiore
a 3 anni, si chiama Nebuchamber o Nebunette ed eroga una percentuale di
dose nominale (la quota di farmaco che esce dal distanziatore) superiore
a quella degli spacer di plastica (Fig. A)
Fig A: Percentuale di dose nominale erogata dai diversi tipi di distanziatore
(valido per tutti i gruppi di età considerati)

Dal punto di vista però dei risvolti pratici, un recente studio
[21] randomizzato in cui è stata esaminata la risposta broncodilatatrice
attraverso la misurazione del picco di flusso in tre gruppi di bambini
che usavano la Nebuchamber di metallo, il Volumatic e l'Aerochamber di
plastica, non avrebbe trovato differenze significative né tra distanziatori
di metallo e quelli di plastica, né sembrerebbe esserci una reale
influenza delle cariche elettrostatiche nell'ambito di quelli in plastica.
Ulteriori studi sono necessari per verificare questo punto.
In ogni caso si possono adottare degli accorgimenti per "superare"
le cariche elettrostatiche:
- Si può effettuare il cosiddetto "priming dello spaziatore",
che consiste nell'effettuare 10 - 20 spruzzi del farmaco a vuoto dentro
lo spacer per saturare le cariche, quando il distanziatore è vuoto
[22].
- Si può lavare lo spaziatore immergendolo in una soluzione
detergente per alcuni minuti e poi lasciarlo asciugare da solo per 24 -
48 ore [23].
Criteri per la scelta tra distanziatori
con o senza valvole
Fino ad ora era stata sottolineata l'importanza che il distanziatore
possedesse una valvola inspiratoria [24], che permettesse cioè il
flusso unidirezionale dallo spacer alla bocca del paziente, impedendo durante
la fase espiratoria all'aria di entrare e diluire il farmaco nebulizzato.
Alcuni distanziatori quali l'Aerochamber e il Volumatic possiedono
una valvola inspiratoria, |
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Distanziatore Volumatic
la freccia rossa indica la valvola inspiratoria
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mentre altri come la Nebuchamber di metallo e il Babyhaler di plastica hanno anche una valvola
espiratoria, che sfiata l'aria espirata.
Distanziatore Babyhaler
valvola espiratoria
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Recentemente però uno studioso sudafricano ha messo in dubbio
questa posizione con un lavoro [25] in cui è stata studiata la
deposizione polmonare che si ha utilizzando differenti distanziatori.
La ricerca ha coinvolto 40 pazienti con asma moderato, che non avevano
avuto segni di asma acuto nelle 6 settimane precedenti lo studio e utilizzando
il Tecnezio radioattivo è stata misurata la deposizione polmonare
quando questo veniva inserito nello spacer.
L'autore ha confrontato la percentuale di deposizione che si ha con
il Babyhaler con maschera (25%) e l'Aerochamber con maschera (21%) e ha
trovato che non esiste una differenza significativa, così come tra
il Babyhaler con maschera e con il boccaglio (26%). Poi ha paragonato la
deposizione polmonare tra il Babyhaler con boccaglio e una semplice bottiglia
di plastica da mezzo litro modificata, in due differenti gruppi di età:
3 -5 anni e 5-7 anni e ha riscontrato che in entrambi i gruppi vi è
una percentuale doppia di deposizione polmonare a favore della bottiglia
di plastica.
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